COMPLETATILAVORI RESTYLING SCUOLE BUFALOTTA SETTEBAGNI
Balsamo crivelli, incontro con gli amici per ringraziarli del fantastico risultato elettorale
Chiusura Amministrative a Largo Beltramelli con Rampelli e Meloni
Chiusura della campagna elettorale per Ottaviano Presidente
GHERA APERTO COLLEGAMENTO STRADALE VIA SOLARI
TIBURTINA A VIA CAVE PIETRALATA INAUGURATO NUOVO PARCHEGGIO DA 80 POSTI
GHERA INAUGURA PARCO DELLE SUGHERE
CAVALCAFERROVIA OSTIENSE PRONTO IL COBRA DACCIAIO TRA GARBATELLA E OSTIENSE
GHERA AL VIA LAVORI RETE IDRICA E FOGNARIA BUFALOTTA
COLOMBO IN 3 ANNI ELIMINATI MILLE DOSSI E RIPRISTINATI 100MILA MQ STRADA

SETTECAMINI: "SOLIDARIETÀ A RESIDENTI, NO A CENTRO ACCOGLIENZA"

Lo abbiamo detto nei giorni scorsi e lo ribadiamo ancora oggi, no al centro di accoglienza che Marino vuole realizzare all’interno della struttura recentemente ristrutturata e arredata di piazza Davanzati, in zona Settecamini nel Municipio IV. Fratelli d’Italia sabato scorso ha manifestato proprio insieme ai residenti contro questa scellerata decisione dell’Amministrazione capitolina. Proprio nelle adiacenze insiste già il campo nomadi di via di Salone, criticità che i residenti vivono quotidianamente convivendo tra i rifiuti di ogni genere, nubi tossiche e maleodoranti che provengono dall’insediamento, senza contare le numerose segnalazioni dei cittadini in merito ai continui furti negli appartamenti e ai ripetuti fenomeni di delinquenza. Non solo, negli ultimi mesi si sono verificate nuove occupazioni abusive di edifici di proprietà sia pubblica che privata, facendo crescere l’allarme sicurezza nel territorio. Come FdI riteniamo del tutto inopportuno e pericoloso per la sicurezza del quartiere aprire un centro accoglienza per immigrati in una zona già in grandissime difficoltà. Come FdI ci opporremo a questa nuova follia di Marino che vuole ospitare i rifugiati politici provenienti da Lampedusa presso l’edificio di piazza Davanzati.

CONSIGLIERI AGGIUNTI: “NO A SPRECO RISORSE”

Proprio pochi giorni fa come Fratelli d’Italia ci siamo espressi criticamente in merito alla proposta n. 78/2013 per il regolamento per l’elezione dei consiglieri aggiunti nell’Assemblea capitolina. Nell’ottica di ridurre la spesa pubblica e alleggerire la macchina amministrativa, abbiamo infatti chiesto al sindaco di fare una scelta in questo senso e quindi di contenere le risorse per i consiglieri municipali aggiunti, di azzerare i consiglieri aggiunti nei municipi, tagliare il gettone di presenza per quelli comunali e introdurre la votazione elettronica. Come Fdi ci siamo astenuti perché lo riteniamo uno spreco di risorse, e comunque grazie al nostro contributo critico e costruttivo e stata migliorata la proposta, sono stati infatti ridotti i costi da 3 milioni a 500 mila euro. Ora al sindaco Marino che le risorse risparmiate vengano investite e destinate al sociale o alla manutenzione della nostra città.

ACEA: “DECISIONE TRIBUNALE CONFERMA INOPPORTUNITÀ MARINO”

La notizia secondo cui il la terza sezione del tribunale civile ha deciso che l'assemblea dei soci di Acea resterà confermata per il 5 giugno, bocciando quindi l’istanza presentata dal sindaco di Roma di anticipare la convocazione prima di quella data, conferma come le forzature di Marino fossero del tutto fuori luogo. Ingerenze che Fratelli d’Italia ha denunciato fin da subito, sottolineando sia l’inopportunità da parte del sindaco di richiedere la riduzione dei membri del Cda di Acea che la successiva diffida al collegio sindacale, chiedendo di fissare l’assemblea entro il 6 maggio. E’ evidente che l’atteggiamento di Marino è stato decisamente irresponsabile, comportamento che peraltro ha sollevato anche l’attenzione della Consob, una posizione che come ribadito da Fdi rischia di portare solo ricadute negative sul mercato azionario e quindi un boomerang per tutti i cittadini. La multiutility della Capitale è ferma da dieci mesi per l’incapacità dell’Amministrazione capitolina e Marino, anziché puntare a un miglioramento dei servizi e ad uno sviluppo delle reti, sembra invece più preoccupato a mettere le mani sull’azienda pubblica.